Bamberas del Enamorado- Niño De Elche


dal disco Flamenco Mausoleo de Celebración, Amor y Muerte

Nella versione proposta da Niño de Elche, la bambera si apre con una chitarra minimale, quasi fragile, che ricorda un carillon.

Il suono è sospeso, come se potesse fermarsi da un momento all’altro.
Non accompagna: trattiene.

Su questa base entra una voce appena sussurrata, intima, profondamente struggente.
L’atmosfera è chiara fin da subito: siamo dentro uno stato emotivo di perdita.

L’innamorato è immerso nella tristezza.

La costruzione del canto

La prima parte è rarefatta:

  • voce bassa
  • fraseggio trattenuto
  • tempo dilatato

Poi, alla ripresa, qualcosa cambia.

La voce acquista più vigore, si apre, e per un momento sembra emergere una canzone antica, quasi popolare, come se affiorasse una memoria lontana.

Ma è solo un passaggio: la tensione non si risolve.

La letra: una supplica

Il testo è diretto, essenziale, costruito come una invocazione amorosa che diventa progressivamente ossessiva.

Testo originale

Y eres una y eres dos
Eres tres y eres cuarenta
Eres tres y eres cuarenta
Eres el altar mayor
Donde todo el mundo entra
Toito’ el mundo, menos yo

Quiéreme
Quiéreme
Quiéreme
Como te quiero

Si me quieres ver morir
Sigue dándome tormento
Sigue dándome tormento
Eres lo que yo más quiero
Sin ti no puedo vivir
Ni un minuto
Ni un momento

Quiéreme
Quiéreme
Quiéreme
Como te quiero
(…repetición…)

Traduzione

Sei una, sei due
Sei tre, sei quaranta
Sei tre, sei quaranta
Sei l’altare maggiore
Dove entra tutto il mondo
Tutto il mondo… tranne me

Amami
Amami
Amami
Come io amo te

Se vuoi vedermi morire
Continua a darmi tormento
Continua a darmi tormento
Sei ciò che amo di più
Senza di te non posso vivere
Neanche un minuto
Neanche un istante

Amami
Amami
Amami
Come io amo te
(…ripetizione…)

La ripetizione: perdita e dissoluzione

Il cuore del brano è nella ripetizione del “quiéreme”.

La parola si svuota progressivamente di significato logico e si carica di peso emotivo.

La chitarra, nel frattempo, sembra perdersi, dissolversi nello spazio sonoro.

E la voce rimane sola, sospesa.

Un finale senza risoluzione

Non c’è chiusura, non c’è risposta.

La ripetizione continua fino a trasformarsi in una tristezza sconsolata, che non esplode ma si consuma lentamente, fino quasi a scomparire.

Niño de Elche ci mostra come un palo tradizionale possa diventare uno spazio emotivo radicale: il suo lavoro è  sulla sottrazione, sul vuoto, sulla fragilità.

Senza mai alzare davvero la voce, riesce a portare l’ascolto in un punto in cui tutto sembra sul punto di svanire. 

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