Eva Yerbabuena
Corpo, memoria e verità nel flamenco contemporaneo
Tra le figure più profonde e rivoluzionarie del flamenco contemporaneo, Eva Yerbabuena occupa un luogo unico. Bailaora, coreografa e direttrice artistica, ha saputo attraversare la tradizione flamenca trasformandola in un linguaggio personale, intenso e contemporaneo, senza mai perdere il legame con le proprie radici.
Il suo baile non cerca l’effetto: cerca la verità. Ed è forse proprio questa ricerca radicale dell’essenziale ad averla resa una delle artiste più influenti del flamenco degli ultimi decenni.
Origini e formazione
Eva María Garrido García nasce nel 1970 a Francoforte, in Germania, da famiglia andalusa emigrata. Pochi giorni dopo la nascita torna però in Andalusia, crescendo a Ogíjares, vicino Granada, terra che segnerà profondamente la sua identità artistica.
Inizia a danzare molto giovane e si forma accanto a figure fondamentali del flamenco granadino come Mariquilla, Enrique “El Canastero”, Angustillas e soprattutto Mario Maya, riferimento centrale nella sua evoluzione artistica.
Accanto alla formazione flamenca studia anche arte drammatica e coreografia, elementi che contribuiranno alla costruzione di un linguaggio scenico estremamente teatrale e raffinato.
Il corpo come luogo di verità
Uno degli aspetti più affascinanti di Eva Yerbabuena è il modo in cui utilizza il corpo.
Il suo baile non è mai decorativo. Ogni gesto sembra nascere da una necessità interna. La tecnica straordinaria: controllo, compás, zapateado, sospensione sono sempre al servizio di un contenuto emotivo.
Nel suo flamenco convivono:
- forza e vulnerabilità
- immobilità e tempesta
- radice e sperimentazione
Il silenzio ha un ruolo fondamentale quanto il suono. Spesso il movimento sembra emergere da un ascolto profondo più che da una volontà di esibizione.
Paco Jarana e la costruzione di un linguaggio
Un elemento fondamentale della sua traiettoria è il lavoro condiviso con il chitarrista Paco Jarana, compagno di vita e direttore musicale della compagnia.
Insieme hanno sviluppato negli anni una metodologia creativa molto personale, basata sulla continua ricerca tra musica, spazio scenico, emozione e movimento.
La relazione tra toque e baile nelle loro opere è organica: non accompagna, ma costruisce il pensiero scenico.
Riconoscimenti e prestigio internazionale
Nel corso della sua carriera Eva Yerbabuena ha ricevuto alcuni dei più importanti riconoscimenti del mondo della danza e del flamenco:
- Premio Nacional de Danza (2001)
- Medalla de Andalucía
- Medalla de Oro al Mérito en las Bellas Artes
- numerosi Premi Max
- Giraldillo della Bienal de Sevilla
Nel 2025 ha inoltre ricevuto il prestigioso Premio Olivier per la danza grazie allo spettacolo Yerbagüena, presentato al Sadler’s Wells di Londra durante il Flamenco Festival.
Curiosità
- “Yerbabuena” non è soltanto un nome d’arte. È quasi un destino poetico. Le fu attribuito da Francisco Manuel Díaz in omaggio al cantaor Frasquito Yerbabuena, ma sembra adattarsi perfettamente alla sua presenza scenica: intensa, organica, radicata alla terra e allo stesso tempo capace di diffondere un profumo inconfondibile nel flamenco contemporaneo.
- Ha lavorato con artisti come Mikhail Baryshnikov e Pina Bausch, condividendo spazi creativi che hanno ampliato ulteriormente il suo linguaggio scenico.
- Nei suoi spettacoli la memoria è un tema ricorrente: memoria personale, femminile, storica, corporea.
- Molti giovani bailaores contemporanei riconoscono in lei una vera maestra non solo tecnica, ma artistica ed etica.


Molto bello Eva la sola