Manolete
Manuel Santiago Maya
(Cuevas del Sacromonte, Granada, 1945 – Granada, 12 settembre 2022)
Figura emblematica del flamenco granadino, Manolete è stato uno dei grandi bailaores e coreografi del secondo Novecento. Nato nelle leggendaria Cuevas del Sacromonte, si è formato in un ambiente gitano e profondamente legato alle radici del flamenco più autentico. Fratello del celebre chitarrista Juan Santiago Maya “Marote”, fin da giovanissimo ha respirato arte e compás.
Gli inizi e l’ascesa
A soli 15 anni si trasferì a Madrid, dove si inserì nella scena flamenca d’élite, condividendo il palcoscenico con nomi come Pilar López, Antonio Gades, Mario Maya e El Güito. Negli anni Settanta entrò a far parte delle compagnie di grandi artiste come Manuela Vargas, María Albaicín e La Chunga, distinguendosi per forza scenica, eleganza e profondo senso del ritmo. Fu in questo periodo che venne scoperto in Giappone, dove riscosse un grande successo.
La consacrazione negli anni Ottanta
Negli anni ’80 la sua carriera conobbe una piena maturità artistica: fu artista invitato del Ballet Nacional de España, primo ballerino nello spettacolo Macama Jonda, in cui la sua interpretazione della farruca divenne un segno distintivo. Partecipò a eventi di prestigio come la Cumbre Flamenca e fu protagonista nello spettacolo Los Tarantos di Alfredo Mañas. La sua collaborazione con El Güito segnò una tappa fondamentale nella danza flamenca contemporanea.
Il ritorno a Granada e l’impegno didattico
Dopo anni di tournée internazionali, Manolete tornò in Spagna portando con sé lo spettacolo Flamenco soy, con cui inaugurò il Festival de Jerez nel 1998 e si esibì in importanti teatri come il Nuevo Apolo di Madrid e il Teatro Romano di Mérida. Nel 1996 mise in scena una sua versione di El amor brujo e tornò alla Bienal de Sevilla nel 2000, ancora con El Güito, con Sólo flamenco.
Lavorò anche come coreografo su commissione, firmando tra gli altri Latido flamenco per la Compañía Andaluza de Danza. Ma accanto alla scena, coltivò sempre la passione per l’insegnamento, formando generazioni di bailaores in tutto il mondo.
Lezioni nell’Auditorium de la Chumbera
Maestro di maestri
Manolete trovò nella trasmissione del sapere flamenco una missione profonda. Il suo modo d’insegnare era fatto di silenzi carichi di significato, di uno sguardo che correggeva prima ancora delle parole, di una presenza che imponeva rispetto. Con la sua pedagogia sobria e intensa ha formato generazioni di bailaores e bailaoras, molti dei quali oggi calcano i più importanti tablaos del mondo e guidano a loro volta nuove leve.
Non trasmetteva soltanto passi, ma un’intera visione del flamenco: rigore, verità, dignità scenica. Ogni gesto, sotto la sua guida, diventava essenziale. Così, tra le pareti bianche della sua scuola alla Chumbera o in workshop internazionali, Manolete è diventato maestro di maestri, ponte tra l’antico e il futuro. Una voce autorevole che ha saputo insegnare non solo come danzare, ma perché danzare.
Un’eredità viva
Nel 2009 fondò, con il sostegno del Comune di Granada, la Escuela Internacional de Flamenco “Manolete” nel suggestivo auditorio de La Chumbera, ai piedi dell’Alhambra. La sua scuola, diretta dalla figlia Judea Maya è ancora oggi un punto di riferimento per chi cerca una formazione solida, autentica, radicata nel duende gitano e nell’eleganza scenica.
Manolete rimane una figura cardine del flamenco: custode della tradizione e al tempo stesso interprete moderno, capace di incarnare con sobria maestria la profondità e la bellezza della danza flamenca.

