Ballare mentre piango
La danza e il flamenco sono stati vitali per poter attraversare il mio lutto e mi piacerebbe condividere qui parte dell’immenso tesoro che questa esperienza mi ha regalato. Ho studiato il lutto da diversi ambiti e utilizzare il flamenco come esperienza somatica nella riorganizzazione del sistema di attaccamento e nel processo di ricostruzione di significato è stato ciò che mi ha permesso di attraversarlo in modo profondo e fertile.
Il lutto è perdita.
Qualcosa di importante nella nostra vita scompare: una persona, un lavoro, un luogo. Sperimentiamo una separazione che, secondo Bowlby, attiva il sistema di attaccamento e, con esso, la disorganizzazione del nostro sistema nervoso. La fonte di attaccamento rimane attiva nel nostro cervello: “dov’è ciò che ho perso?” Sentiamo non solo dolore, ma anche minaccia, insicurezza, abbandono, disorientamento: una parte della nostra mappa mentale è stata cancellata o l’abbiamo direttamente persa del tutto. Ciò che c’era, ciò che era conosciuto, non c’è più. E non possiamo recuperarlo.
Inizialmente, nel lutto, non possiamo riconoscere né accettare il dolore perché temiamo che, se lo facciamo, ci distruggerà. La danza è uno strumento per attraversare il lutto perché permette di affrontare diverse dimensioni dell’essere in modo non verbale, non lineare né invasivo, poiché evoca uno spazio rituale, sicuro, dove il corpo fisico agisce come contenitore e come strumento di espressione.
Il corpo come spazio sicuro
Trovare uno spazio sicuro è stato il mio primo passo. Come bailaora, il mio corpo e il suo movimento sono stati i primi spazi sicuri nei quali mi sono rifugiata. Quelle coordinate cancellate nella mia mappa mentale non potevano essere ridisegnate in fretta: avevo bisogno di uno spazio in cui proteggermi e di tempo per sentire, e di un mezzo per esprimere la tristezza e la disperazione che mi travolgevano. In una realtà interna ed esterna in cui il mondo crolla e perdi ogni nozione dei significati che fino a quel momento credevi sicuri e solidi, il flamenco mi ha fatto scoprire spazi di conforto e sicurezza.
Aprirsi al mondo sensoriale e alla condivisione
Lo spazio sensoriale che il movimento e la danza ci offrono sensibilizza un corpo forse disconnesso o frammentato come risposta alla paura del dolore. La musica come stimolo uditivo, la luce, la temperatura, il contatto con la sala prove (il pavimento, lo specchio, le pareti) o con l’esterno, se possibile, uniscono ai benefici della danza il benessere che deriva dalla percezione sensoriale. Quando poco a poco ho potuto aprirmi a piccoli piaceri come il calore della luce del sole o il sostegno di un pavimento in legno, condividere la mia pratica di flamenco con altre compagne durante il lutto, essere vista da loro durante il mio lutto, mi ha dato molta gioia ed è stato per me profondamente integrativo.
Il legame con il flamenco come esperienza rituale
Per entrare in sala prove in pieno lutto hai bisogno prima di fare un patto con te stessa: sono qui per te, ti accompagno attraverso questo. Il flamenco mi ha permesso di connettermi, in modo relazionale, con una pratica somatica rituale e con il suo profondo carico di memoria affettiva, di lignaggio, di resistenza, di empowerment. Nella sua ritualità, il flamenco invita a sperimentare la tragedia, il thanatos che, insieme all’eros o al godimento, lo compongono. La mia piccola tragedia si fondeva in questa immensità come una goccia nel mare, e questo mi faceva sentire sollievo e appartenenza. Questa identità flamenca a volte può essere limitante ma, in questa occasione, appartenere a qualcosa di più grande di me mi ha dato protezione e una sorta di resa nella quale ho potuto riposare.
Il sistema nervoso e il flamenco
Il flamenco può aiutare a regolare il sistema nervoso in diversi modi. Il radicamento del zapateado ti riporta al corpo e ti ancora. La ritmica unisce movimento ed emozione, producendo dopamina, serotonina e miochine, che riparano i neuroni, sono antinfiammatorie e abbassano il cortisolo. Il contenimento e la presenza di alcuni movimenti flamenco vengono letti dal sistema nervoso come protezione e regolazione. Gli ancoraggi fisici, i gesti e le posture che associamo neuronalmente a forza, sicurezza, potere, si ripetono costantemente nel flamenco. La ripetizione sicura — nel micro-movimento che calma l’ansia, nell’oscillazione che ci culla come una culla e che apre la porta al pianto, o nel remate che ci scongela — dice al nostro sistema nervoso che possiamo fidarci.
Fare spazio: il ruolo del silenzio e dell’attesa nella risignificazione
L’attesa nel tempo adeguato o l’abitare il silenzio costituiscono forme riconosciute di maestria all’interno del flamenco. Nel lutto, così come nella danza, sostenere questi tempi di nulla crea spazio e permette la risignificazione: il vuoto del lutto si riempie di una nuova nozione di identità, una nuova coerenza, un modo diverso di stare nel mondo, che ci consente di tornare a dare senso alla vita come a uno spazio abitabile.
In questo modo, nel lutto e nel flamenco, il vuoto non è più assenza: è potenziale, è possibilità.
Grazie
Domande Flamenco Red
Un artista o un maestro che ha segnato il tuo cammino
“Anunciación Rueda La Toná”
Un consiglio per chi si avvicina allo studio del flamenco oggi
“Cerca il tuo movimento, ciò che ti rende diverso, ciò che hai da offrire e che è solo tuo. Ascolta la voce dentro di te che sa come fare della tua danza uno strumento di cambiamento, di consapevolezza e di libertà.”
Una parola che rappresenta il flamenco
“Memoria e libertà”
Qui di seguito l’articolo in lingua originale
Bailar mientras lloro
La danza y el flamenco han sido vitales para poder transitar mi duelo y me gustaría compartir aquí parte del inmenso tesoro qué esta experiencia me ha regalado. He estudiado el duelo desde distintos ámbitos y utilizar el flamenco como experiencia somática en la reorganización del sistema de apego y en el proceso de reconstrucción de significado, ha sido lo que me ha permitido transitarlo de forma profunda y fértil.
El duelo es pérdida.
Algo importante en nuestra vida desaparece, una persona, un trabajo, un lugar. Experimentamos una separación que, según Bowlby, activa el sistema de apego y, con él, la desorganización de nuestro sistema nervioso. La fuente de apego sigue activa en nuestro cerebro, “¿dónde está lo que he perdido?” Sentimos no solo dolor, sino también amenaza, inseguridad, desamparo, desorientación: se ha borrado una parte de nuestro mapa mental o directamente lo hemos perdido por entero. Lo qué estaba, lo conocido, ya no está. Y no podemos recuperarlo.
Inicialmente en el duelo no podemos reconocer ni aceptar el dolor porque tememos que, si lo hacemos, nos destruirá. La danza es una herramienta para transitar el duelo porque permite abordar distintas capas del ser de forma no verbal, lineal o invasiva, ya que invoca un espacio ritual, seguro, donde el cuerpo físico actúa como contenedor y como herramienta de expresión.
El cuerpo como espacio seguro
Encontrar un espacio seguro fue mi primer paso. Como bailaora, mi cuerpo y su movimiento fueron los primeros espacios seguros en donde me cobijé. Esas coordenadas borradas en mi mapa mental no podían ser redibujadas con prisa, necesitaba un espacio para refugiarme y tener tiempo para sentir, y un medio para expresar, la tristeza y la desesperanza que me desbordaban. En una realidad interna y externa donde el mundo se derrumba y pierdes toda noción de los significados que hasta ese momento creías seguros y sólidos, el flamenco me descubrió espacios de consuelo y seguridad.
Abrirse al mundo sensorial y al compartir
El espacio sensorial que nos ofrecen el movimiento y la danza, sensibiliza un cuerpo quizás desconectado o fragmentado como respuesta al miedo al dolor. La música como estímulo auditivo, la luz, la temperatura, el contacto con el local de ensayo (suelo, espejo, paredes) o con el exterior si es posible, unen a los beneficios de la danza el bienestar que produce la percepción sensorial. Cuando poco a poco pude abrirme a pequeños placeres como el calor de la luz del sol o el sostén de un suelo de madera, compartir mi práctica de flamenco con otras compañeras durante el duelo, ser vista por ellas durante mi duelo, me dio mucha alegría y fue muy integrador para mí.
El vínculo con el flamenco como experiencia ritual
Para meterte en el estudio en pleno duelo necesitas primero hacer un trato contigo: estoy aquí para ti, te acompaño a través de esto. El flamenco me permitió conectar vincularmente con una práctica somática ritual y su profunda carga de memoria, afectiva, de linaje, de resistencia, de empoderamiento. En su ritualidad el flamenco invita a experimentar la tragedia, el tanatos que, junto al eros o gozo, lo forman. Mi pequeña tragedia se fundía en esta inmensidad como una gota en el mar, y esto me hacía sentir alivio y pertenencia. Esta identidad flamenca a veces puede ser limitante pero, en esta ocasión, pertenecer a algo mayor que yo me dio protección y una especie de rendición en la que pude descansar.
El sistema nervioso y el flamenco
El flamenco puede ayudar a regular el sistema nervioso de varias formas. El enraizamiento del zapateado te devuelve al cuerpo y te ancla. La rítmica une movimiento y emoción, produciendo dopamina, serotonina y mioquinas, que reparan neuronas, son antiinflamatorias y bajan el cortisol. La contención y la presencia de algunos movimientos flamencos son leídos por el sistema nervioso como protección y regulación. Los anclajes físicos, gestos y posturas qué asociamos neuronalmente a fuerza, seguridad, poder, se repiten constantemente en el flamenco. La repetición segura, en el micro movimiento que calma la ansiedad, en el vaivén que nos mece como una cuna y que abre la puerta al llanto, o en el remate que nos descongela, dice a nuestro sistema nervioso que podemos confiar.
. Hacer espacio, el papel del silencio y la espera en la resignificación
La espera durante el tiempo adecuado o el habitar el silencio, constituyen reconocidas formas de maestría dentro del flamenco. En el luto, al igual que en la danza, aguantar estos tiempos de nada, hace espacio y permite la resignificación: el vacío del duelo se llena de una nueva noción de identidad, una nueva coherencia, una forma distinta de estar en el mundo, que nos permite volver a dar sentido a la vida como un espacio habitable.
De esta forma, en el luto y en el flamenco, el vacío ya no es ausencia, es potencial, es posibilidad.
Gracias

