Ci sono sevillanas che nascono per la festa, per il movimento, per la luce delle ferias.
E poi ci sono quelle che scelgono un’altra strada.
“Como una veleta” appartiene a questa seconda famiglia. In questo brano José Mercé si allontana dall’immaginario più brillante della sevillana tradizionale e ne esplora una dimensione più intima, quasi sospesa.
Il pianoforte diventa elemento centrale dell’atmosfera sonora: non semplice accompagnamento, ma tessitura emotiva. Le sue armonie aprono spazi larghi, ariosi, dentro cui la voce può muoversi con libertà. Il compás resta saldo, riconoscibile, ma viene attraversato da una sensibilità contemporanea che non tradisce la radice, la rilegge.
Il titolo – “come una banderuola” – evoca qualcosa che si muove seguendo il vento, in un fraseggio che sembra cambiare direzione senza mai perdere il centro. È un’immagine poetica che nel flamenco diventa metafora di sentimento, instabilità e desiderio. Mercé non forza l’emozione: la lascia maturare nel tempo della parola.
La sua voce, flamenca e densa di esperienza, dialoga con il pianoforte in un equilibrio delicato. Ne nasce una sevillana meno” festera” e più riflessiva, dove il sentimento non esplode ma si insinua, restando sotto pelle.
Il pianoforte apre la scena ed è lì che il vento comincia a soffiare.


Struggente e fantastica. Grazie Elisabetta
Grazie Elisabetta, mi piacciono sempre molto le sivigliane