Jondo (o hondo)
Definizione
Nel flamenco, jondo (forma popolare andalusa di hondo, “profondo”) è un aggettivo che indica il carattere più serio, drammatico, arcaico ed emotivamente intenso del flamenco. È associato ai palos (stili) che esprimono dolore, tragedia, malinconia, solitudine e fatalismo.
Etimologia
Dal castigliano antico hondo = “profondo”. Nella pronuncia andalusa, aspirata e più gutturale, la “h” si conserva come suono più marcato: jondo. Questa grafia è oggi considerata simbolica e identitaria del flamenco.
Caratteristiche musicali
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Ritmo complesso (spesso in 12 tempi), come in Soleá, Seguiriya, Toná, Martinete.
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Melodie profonde e ornamentate, spesso in modalità frigia.
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Cante con gran expresividad, in cui il cantaor trasmette dolore e verità attraverso la voce cruda.
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Accompagnamento di chitarra spesso sobrio e grave, con pochi accordi ma grande forza espressiva.
Contesto storico-culturale
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Il concetto di flamenco jondo è stato elevato da Federico García Lorca e Manuel de Falla, che nel 1922 organizzarono il Concurso de Cante Jondo a Granada per recuperare il flamenco puro e popolare, minacciato dalla commercializzazione.
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Il cante jondo era, per Lorca, la voce dell’anima andalusa più antica, “un grido metafisico” che affonda le radici nella musica orientale, nella tradizione gitana, araba e ebraica.
Esempi di palos jondos
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Siguiriya
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Soleá
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Martinete
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Toná
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Petenera
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Taranta
Curiosità
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Per molti “aficionados”, il cante jondo rappresenta l’essenza più pura e spirituale del flamenco.
