C’è chi lo chiama “l’allenatore olimpico del flamenco”, chi lo descrive come un farol de luz o come “il fuoco che forgia il metallo”. Tutti concordano però su un punto: Manuel Betanzos non è solo un bailaor e coreografo di grande talento, ma soprattutto un maestro capace di aprire porte, trasformare vite e accendere passioni.
Gli inizi e la formazione
Nato a Siviglia, classe 1970, Betanzos cresce artisticamente respirando l’aria dei tablaos della città. Fin da giovanissimo dimostra una predisposizione fuori dal comune: a soli 14 anni è già solista in spazi storici come La Trocha, Los Gallos ed El Arenal, luoghi dove si forgiavano i grandi talenti. Si forma con maestri di eccezione – José Galván, Manolo Marín e Mario Maya – figure che ne influenzeranno profondamente lo stile e la visione.
La carriera artistica
La sua traiettoria lo porta a collaborare con alcune delle più grandi figure del flamenco contemporaneo: Manuela Carrasco, Eva Yerbabuena, Javier Barón, Israel Galván e Isabel Bayón. Nella Compañía di Mario Maya riveste ruoli di primo piano, arrivando perfino a interpretare il maestro stesso nell’Homenaje a Mario Maya. È bailaor e maestro ripetitore nella Compañía Andaluza de Danza, coreografo invitato per Rafael Amargo e subdirettore nella creazione La Punta y la Raíz di Rafaela Carrasco, opera premiata con il Giraldillo Speciale della Giuria nel 2013.
Nel 2018 entra a far parte della compagnia di Manuel Liñán, partecipando allo spettacolo ¡Viva!, che debutta a Madrid e percorre il mondo con enorme successo di pubblico e critica.
La storia e l’eredità degli Estudios Manuel Betanzos
Parallelamente ad una carriera scenica intensa, Betanzos sente l’esigenza di dedicarsi profondamente anche alla didattica.
Parlare oggi dell’Accademia di Manuel Betanzos significa inevitabilmente volgere lo sguardo alle sue radici. In quella stessa calle Rodrigo de Triana, a Siviglia, che per decenni è stata conosciuta come “la calle de Manolo Marín”. Non era un modo di dire: lì, il grande maestro aprì scuole, vi stabilì la sua casa, e soprattutto trasformò una strada in un cuore pulsante di flamenco. Nel 1980 nacque l’Accademia che avrebbe formato generazioni di bailaores e lasciato un segno indelebile nella pedagogia flamenca.
Fra i suoi allievi c’era un giovane Manuel Betanzos, che respirava quell’atmosfera di rigore e passione. Nel 2003, quando Marín decise di passargli il testimone, Betanzos non accolse soltanto una scuola, ma un’eredità fatta di metodo, disciplina e visione. Da allora la sua missione è stata chiara: custodire quel patrimonio, ma anche spingerlo oltre, con il suo stile personale, con la sua energia inconfondibile, con la sua idea di flamenco come verità e non come semplice insieme di passi.
Negli anni, l’Accademia si è trasformata. Ha mantenuto la sua anima flamenca, ma ha aperto le porte a nuovi linguaggi del corpo e della mente: dal balletto classico allo yoga, dal pilates alle arti sceniche. Non un “abbandono” del flamenco, ma un modo di amplificarne la forza e di renderlo dialogante con il presente.
Dal 2023, con il nome Estudios Manuel Betanzos, questo spazio è diventato un vero centro di attività e creazione. Tre sale ampie e luminose, un patio che conquista chi entra, spazi pensati per accogliere e condividere. Non è solo una scuola: è un luogo di incontro, di comunità, di crescita.
Guardando a questa storia, colpisce la continuità di una linea: dal maestro Manolo Marín, simbolo di un flamenco radicato nella tradizione, a Manuel Betanzos, che ne ha raccolto e rinnovato lo spirito. Gli Estudios non sono semplicemente un luogo dove si insegna a ballare, ma un punto di riferimento internazionale dove il flamenco viene forgiato ogni giorno come arte viva, che si reinventa senza perdere autenticità.
Proprio in questa accademia Manuel trasforma la sua esperienza in un metodo unico: rigore tecnico, disciplina e costanza, ma sempre al servizio dell’espressione personale e della verità interiore.
Tres salas, tres nombres
Entrare negli Estudios Manuel Betanzos significa respirare la sua storia. Ogni sala porta il nome di un artista che ha segnato il suo cammino: Miguel Poveda per il cante, Rafaela Carrasco per il baile, Jesús Torres per il toque. Una scelta che non è casuale, ma che racchiude l’essenza stessa del flamenco: la trilogía viva di cante, toque y baile.
Filosofia didattica
Per Manuel insegnare flamenco non significa trasmettere solo passi o tecnica: significa educare alla libertà, al coraggio, alla capacità di uscire dalla zona di comfort. I suoi allievi raccontano che insegna a “essere audaci, individuali, espressivi”, a far emergere la propria essenza. Non importa se il passo è semplice: ciò che conta è che arrivi, che trasmetta, che tocchi chi guarda.
Non è un caso che il Festival de Jerez lo inviti ogni anno come insegnante, accanto ai nomi più prestigiosi del panorama internazionale. I suoi stage sono richiesti in Europa, Nord America e Asia, testimoniando l’impatto globale del suo lavoro.
Alla base della sua pedagogia c’è una convinzione: il flamenco è una forza viva che si coltiva con disciplina, ma che fiorisce solo quando diventa emozione. Per questo Betanzos insiste sull’importanza del compás, della tecnica e della precisione, ma allo stesso tempo invita ogni allievo a trovare la propria voce interiore. “Meglio un solo passo sincero che mille movimenti vuoti”, ripete spesso.
Curiosità e aperture
Oltre al mondo accademico, Manuel ha collaborato con artisti e personalità fuori dal flamenco. È apparso in documentari giapponesi insieme a star come Tsubasa Imai e l’attore Ren Osugi, ha avuto come allieva l’attrice Tomoko Yamaguchi e persino il premio Oscar Tim Yip lo ha coinvolto in un cortometraggio ispirato al suo insegnamento.
Un maestro imprescindibile
Con passione, rigore e generosità, Manuel Betanzos ha costruito non solo una carriera ma una vera scuola di pensiero e di vita. La sua accademia a Siviglia è oggi un punto di riferimento internazionale, un luogo dove il flamenco non è solo tecnica o spettacolo, ma disciplina dell’anima.
Chiunque lo abbia incontrato, sul palco o in sala prove, lo descrive come un maestro capace di trasmettere non soltanto il baile, ma il senso più profondo dell’arte flamenca: la ricerca instancabile della verità attraverso il movimento.
Negli anni ho avuto la fortuna di partecipare a diversi stage con Manuel Betanzos, ed è lì che ho compreso davvero la forza e la verità del suo insegnamento. In classe “se quita la piel”, come dicono in Spagna: non si risparmia mai, mette tutto se stesso in ciò che trasmette. È un maestro che ti guarda, ti corregge, ti incalza; non fa sconti, ma ti sprona continuamente a superare i tuoi limiti per arrivare a qualcosa di più autentico. Ricordo ancora la sua voce potente che riecheggia nelle mie orecchie: “I passi non sono nulla… sono stanco di passi… io da voi voglio qualcosa di più, qualcosa che va oltre, io voglio vedere voi!”
Con Manuel Betanzos la lezione diventa un’esperienza che travalica la tecnica: è energia pura, è un viaggio interiore, è una chiamata ad essere sinceri e coraggiosi sul palcoscenico come nella vita. È questo che lo rende unico e che mi porta a guardarlo sempre con ammirazione.

