Alfredo Lagos – Biografia
Alfredo Lagos (Jerez de la Frontera, 1971) è un chitarrista flamenco e concertista tra i più apprezzati del panorama attuale. Fratello del cantaor David Lagos, rappresenta una delle voci più originali della cosiddetta “scuola jerezana”, capace però di aprirsi a linguaggi innovativi e contaminazioni contemporanee.
Fin da giovanissimo inizia la sua carriera accompagnando il baile, e a soli 18 anni parte per la sua prima tournée in Giappone accanto a Sara Baras e Joaquín Grilo.
Da lì in avanti collabora con figure leggendarie della danza flamenca come Manuela Carrasco, Mario Maya, Manolete, Javier Barón e Carmen Cortés, componendo insieme a Joaquín Amador la musica per lo spettacolo La raíz del grito di Manuela Carrasco, presentato nel 1996 alla IX Bienal de Flamenco di Siviglia.
Sul versante del cante, ha accompagnato grandi maestri e voci del flamenco come Carmen Linares, Arcángel, Miguel Poveda, José Mercé, Rocío Márquez, oltre a Estrella Morente, con cui debutta nel 2001 nello spettacolo La luz, el júbilo y la melancolía al Teatro de la Maestranza di Siviglia. Particolarmente significativa la collaborazione con Enrique Morente, con cui lavora sia in concerto che in registrazioni discografiche, fino al progetto Iberia di Carlos Saura, dove partecipa alla celebre versione di Granada di Albéniz.
La sua carriera si è svolta e continua sui più prestigiosi palcoscenici del mondo: dalla Opera House di Sydney alla Royal Albert Hall di Londra, dal Hollywood Bowl di Los Angeles al Teatro Real di Madrid, fino al Carnegie Hall di New York e all’Olympia di Parigi.
Parallelamente all’attività di accompagnatore, Alfredo Lagos ha portato avanti una carriera come solista, con due dischi all’attivo:
- Metamorphosis (1997)
- Punto de fuga (2015)
Nel 2004 ha presentato anche il concerto-spettacolo La Poeta, dedicato alla vita e all’opera della poetessa Alfonsina Storni, con la bailaora Belén Maya come artista invitata.
La sua apertura stilistica lo ha portato a collaborare anche fuori dal flamenco, lavorando con artisti del calibro di Gloria Gaynor, Ute Lemper, Pitingo e Rosalía.
Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera: “Guitarrista Revelación” e “Mejor Guitarrista” (2002 e 2006) dalla rivista Flamenco Hoy, il prestigioso Giraldillo della Bienal de Sevilla nel 2020, il Taranto de Oro de Almería nel 2023 e la Copa Jerez della Cátedra de Flamencología.
Attualmente, oltre ai progetti solisti e alle collaborazioni con artisti come José Mercé e Israel Galván, Alfredo Lagos è docente di chitarra flamenca presso l’ESMUC (Escola Superior de Música de Catalunya) di Barcellona.
Considerato da molti critici uno dei chitarristi più completi della scena attuale, viene spesso descritto come un musicista capace di fondere sensibilità, creatività e tecnica, unendo il rigore della tradizione jerezana con le tendenze più avanguardistiche della chitarra flamenca.
Curiosità
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Famiglia di artisti – È fratello del cantaor David Lagos, con cui ha spesso collaborato in progetti e spettacoli. Insieme rappresentano due artisti complementari della Jerez flamenca.
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Ha scritto un libro di poesie – “La calidad del pan” la sua proposta poetica si affaccia al panorama letterario nel 2023 con una raccolta genuina e sicuramente di densità espressiva
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Cinema e arte visiva – Oltre ad aver partecipato a Iberia di Carlos Saura, ha collaborato con altri registi e progetti audiovisivi, contribuendo a diffondere la chitarra flamenca anche al di fuori dei contesti tradizionali.
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Versatilità estrema – Nonostante sia profondamente legato alle radici di Jerez, ha suonato con artisti lontani dal flamenco.
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Premi condivisi – Quando ha ricevuto il Giraldillo de la Bienal de Sevilla 2020, il riconoscimento fu esteso all’intera famiglia Lagos, un fatto raro che testimonia la forza collettiva di questa dinastia artistica.
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Maestro di nuova generazione – È docente all’ESMUC di Barcellona, una delle scuole più importanti di musica in Europa, dove forma giovani chitarristi che uniscono tradizione e modernità.
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Creatività e ispirazione – Spesso racconta che per lui la chitarra non è solo strumento di accompagnamento ma anche di narrazione: cerca di “raccontare storie senza parole” attraverso le corde.

